Screening ginecologico sulle donne soldato negli Istituti aeronautici, esempio di prevenzione a supporto del Servizio sanitario nazionale.
L’ospedale di Baggio si apre ai milanesi per gli esami di laboratorio, a Roma parte un protocollo di collaborazione tra sanitari degli ospedali San Giovanni e Celio e ora a Padova uno screening uro-andrologico sui militari in collaborazione tra Asl ed Esercito. Ma forse il primo esempio in ordine di tempo di “sussidiarietà” che dobbiamo alla Sanità militare è la presa in carico della prevenzione ginecologica, offerta ormai da oltre un anno dagli Istituti medico legali dell’Aeronautica di Milano e Roma alle dipendenti militari e civili del Ministero della Difesa ed alle familiari di tutti i dipendenti. Si tratta del “Progetto salute donna militare”: check up mirato a riconoscere precocemente tumori di mammella, utero, ovaie e pelvi.
Nata da un’idea del Generale Ispettore Capo Ottavio Sarlo, attuale Capo del Corpo sanitario e dell’Amministrazione militare e direttore della Direzione generale Sanità militare (Difesan), la sperimentazione copre tutte le fasi del ciclo lavorativo, dai 20 ai 69 anni, ed un bacino d’utenza potenziale di decine di migliaia di donne. Le donne interessate possono avere gran parte degli esiti diagnostici nella stessa giornata dell’esame e - se affette da patologia - entrano in un circuito assistenziale “civile” (ma a Roma ne fa parte anche il Celio) dove la parola d’ordine è efficienza e responsi rapidi. Un motto ben rispettato all’Istituto medico legale (IML) Angelo Mosso di Milano. E’ in questa struttura, guidata dal Generale Silvio Porcù, che il Tenente Colonnello Emanuele Garzia illustra i primi risultati dello screening avviato in parallelo con Roma a gennaio 2009. Al “Progetto salute donna militare” possono accedere tanto le donne del Corpo aeronautico quanto quelle di altri corpi (Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza); tanto il personale aeronautico navigante quanto il personale non navigante; tanto le civili quanto le militari. Tutte, in questi casi, gratuitamente. Le familiari invece pagnao il ticket minimo che sarebbe richiesto se ad effettuare la prestazione fosse il Servizio sanitario nazionale: mai più di 50 euro.
“A Milano - spiega il Ten. Col. Garzia - nel primo anno allo screening è stata dedicata solo la giornata del martedì di ogni settimana per ragioni organizzative (l’Istituto si occupa di molte attività, e tra queste dei controlli periodici a piloti e hostess dell’aviazione civile, ndr). In questo arco di tempo, sono state esaminate 153 utenti, di cui 88 esterne e 65 dipendenti dell’amministrazione della Difesa. Si sono sottoposte a esame soprattutto militari dell’Esercito e delle Fiamme Gialle. Distanziate, quanto a frequenza, le donne dell’Aeronautica: tanto il personale navigante, che è oggetto ogni 6 mesi/1 anno di visite di controllo e certificazioni periodiche, quanto quello non navigante, meno rappresentato nell’area milanese”.
“La visita - continua Garzia - è propedeutica agli esami veri e propri, che consistono nel Pap-test e nella visita senologica (annuali), nell’ecografia pelvica trans vaginale (biennale), nella densitometria ossea e naturalmente nella mammografia. Quest’ultima è offerta con cadenza annuale dopo i 40 anni o in caso di stretti consanguinei colpiti da tumore; in caso di basso rischio oncologico il radiologo può chiedere un controllo a due anni, intervallato da un’ecografia bilaterale; può altresì ritenere opportuna, per ulteriore accertamento, la stessa ecografia subito dopo la mammografia”. Seguendo i protocolli internazionali, se c’è necessità di approfondire, si praticano esami di secondo livello. “In questo caso - spiega Garzia - nella stessa giornata eseguiamo e refertiamo anche colposcopia, sono-isterografia, oppure offriamo consulenza psicologica o dermatologica”. Nei pimi 12 mesi di attività sono stati effettuati all’IML “Angelo Mosso” 135 pap-test, 182 visite ginecologiche, 165 ecografie pelviche e sono state diagnosticate sia patologie tumorali sia altre ‘impreviste’ (cisti ovariche, endometriosi, polipi endometriali, infezioni da HPV-papillomavirus, tubercolosi pelvica), tutte trattate farmacologicamente o chirurgicamente in tempi brevi nei centri assistenziali di riferimento.
L’IML “Mosso” è in contatto preferenziale con l’Istituto oncologico europeo per la patologia mammaria e con l’Università degli Studi di Milano e l’Ospedale San Paolo per la ginecologia. “Stiamo cercando di introdurre ulteriori prestazioni, dall’ibridazione in situ per la diagnostica del papilloma virus, che potrebbe permettere screening più mirati sul collo dell’utero, all’esecuzione di marker tumorali di laboratorio nelle pazienti ad alto rischio oncologico o in follow up per neoplasia già trattata. Salvo che per la lettura dei vetrini Pap-test, diagnostica per la quale ci appoggiamo ad un consulente esterno, operiamo con personale dell’Istituto: tecnici specialisti, due medici radiologi, una dermatologa, una psicologa disponibili a richesta, e io, che coordino il gruppo in qualità di ufficiale medico. Analogo lavoro - puntualizza Garzia - si effettua all’Istituto medico legale “Aldo Di Loreto” di Roma, che per la verità ha un quid in più rappresentato dalla possibilità di fare riferimento all’ospedale Celio per gli esami più difficili, di terzo livello. Inoltre, il Celio può trattare anche la degenza dei casi patologici individuati a Roma”. In ogni caso, tanto l’esperienza milanese quanto quella romana dimostrano che una fetta essenziale dell’assistenza all’adulto - la prevenzione - può essere presa in carico all’esterno del Ssn con altrettanta efficienza, efficacia e rapidità da strutture e uomini del Ministero della Difesa. Spiega il Generale Porcù: “Nel nostro Istituto la prevenzione è storicamente insita nell’attività di accertamento dell’idoneità del personale del Corpo aeronautico. Con il “Progetto salute donna” l’abbiamo incentivata, rivolgendoci potenzialmente a tutto il mondo militare, con l’obiettivo di costituire un grande database della salute dell’ “altra metà” del cielo, e di disporre di campioni rappresentativi di tutta la popolazione femminile. Un secondo obiettivo riguarda il personale militare aero-navigante e non, inviato in missioni all’estero, per il quale una prevenzione accurata integra l’offerta assistenziale alla quale già provvediamo”.
E’ difficile prevedere se gli screening si estenderanno ad altri Corpi dove la donna è ancor più rappresentata (come la Polizia di Stato, prima ad accoglierle già nel 1981). Ma una cosa è certa: tutta la Sanità militare si sta riorganizzando così da meglio collegare le proprie strutture, economizzare gli sforzi e supportare ove necessario il servizio sanitario nazionale. “Per noi - sottolinea Porcù - fare prevenzione ha un duplice significato: da una parte portiamo a un’attività diagnostica ed epidemiologica il rigore della produzione certificatoria medico-legale; dall’altra ci caratterizziamo per l’approccio alla persona e l’umanizzazione necessarie al fine di una corretta medicina preventiva e di un rapporto di fiducia duraturo con il nostro personale”.
Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri - Mauro Miserendino - 6/2010