Ambulatorio Fisioterapico Caruso
8 lug
2008

L'isola dei famosi versione astronauti

IN SARDEGNA – Devono scalare pareti rocciose o sopravvivere senza scorte in mare aperto. Tutto per prepararsi ai viaggi spaziali.

Quaranta chilometri da percorrere in una settimana a 1.200 metri sul livello del mare senza cibo, scalando pareti rocciose e attraversando torrenti e boschi. Nel cuore dell’Ogliastra, in Sardegna, in una gola profonda che costeggia il fiume Flumineddu, gli astronauti dell’Agenzia spaziale europea (Esa) si addestrano per affrontare le missioni spaziali. Zaino in spalla dal peso di 25 chilogrammi, con dentro solo la tenda dove dormire, una muta da usare per guadare i fiumi, le corde per scalare montagne e qualche indumento intimo di ricambio; nessun genere alimentare, solo poche bottiglie d’acqua. Per sette giorni, mentre percorrono sentieri in zone impervie, costruiscono passaggi e ponti, gli astronauti devono anche procurarsi il cibo, cacciando. Solitamente sono i conigli selvatici le prede più facili da raggiungere, uccidere e soprattutto cucinare. Di notte, a turno, devono difendere le tende da eventuali incursioni di cinghiali.L’Astronaut operational skill training è un programma studiato dagli istruttori della Brigata paracadutisti Folgore per preparare fisicamente e psicologicamente gli astronauti alle difficoltà che possono verificarsi durante una missione spaziale.

Un corso di sopravvivenza (ogni fine estate) che l’Esa ha affidato ai paracadutisti del 9° Reggimento d’assalto Col Moschin. Obiettivo: valutare la resistenza fisica di ciascun membro dell’equipaggio e la capacità di affrontare situazioni estreme e reagire a imprevisti e forte stress. Il programma affianca all’addestramento a terra un periodo di 24 ore di preparazione in acqua. Così, con un Chinook Ch-47, elicottero da trasporto dell’Esercito, gli astronauti vengono prelevati dalle montagne sarde e lasciati in mare aperto, a bordo di una zattera oceanica di 2 metri di diametro. In questo spazio ridotto, insieme con due istruttori della brigata, per un intero giorno devono riuscire a dormire, muoversi e crearsi un po’ di privacy. Per mangiare e bere occorre pescare e utilizzare il desalinizzatore, unico strumento in dotazione.I primi a sperimentare il nuovo addestramento  sono stati quattro astronauti dell’Esa: Hans Schlegel, Hort Schaarschmidt, Andrè Kuipers e Gerard Thiele.

“Una prova durissima sia dal punto di vista fisico che psicologico” afferma Fabio Mattassi, della Folgore, “che gli astronauti sono riusciti a superare con qualche difficoltà, e che ha incuriosito anche americani e giapponesi”.“I corsi di addestramento sono indispensabili per l’affiatamento di un equipaggio in missione” aggiunge Roberto Vittori, astronauta dell’Esa che ha partecipato a importanti missioni come Eneide e Marco Polo. “Servono a mettere in evidenza le debolezze, i limiti e le reazioni di ciascuno e a fare capire quale deve essere l’atteggiamento giusto per fronteggiare una difficoltà o un viaggio estremo e pieno di incognite come quelli nello spazio.”

Panorama - Nadia Francalacci - 19 giugno 2008

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